Il Parkour (PK) è una disciplina metropolitana nata in Francia agli inizi degli anni ‘90.
Consiste nell'eseguire un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo vi sia presente con la maggior efficienza di movimento possibile.
I primi termini utilizzati per descrivere questa forma di allenamento furono «arte dello spostamento» e «percorso».
Il percorso può essere naturale o urbano, attraverso volteggi, salti, equilibrio, scalate, arrampicate, ecc..
E' uno "sport" molto pericoloso e spesso i praticanti, cadendo da altezze rilevanti, si fanno male e in alcuni casi possono anche morire come è capitato al ragazzo di 16 anni di Chieri (TO) che è precipitato da dieci metri ed è atterrato su una vetrata e sfondandola è entrato in una biblioteca.
Bisogna essere ben allenati per eseguire il parkour all'aria aperta e in città e bisogna rispettare le regole della società. Non si deve ostacolare la quiete pubblica e non si deve rompere nulla.
Se si vuole imparare il parkour bisogna iniziare in un locale chiuso e con le giuste protezioni.
Il parkour arriva in Italia attorno al 2005, sviluppandosi molto grazie al web. Siti minori di rilevanza locale fondati dai praticanti iniziano a creare i primi incontri tra tracciatori.
Secondo gli appassionati, il parkour non è soltanto uno sport, è anche un'applicazione sociale. Questi infatti sostengono che i valori del parkour sono importanti per insegnare ai giovani il rispetto per se stessi e la conoscenza dei propri limiti, per poter affrontare i piccoli o grandi ostacoli che la vita pone davanti al cammino di ogni essere umano.
