Sempre più di spesso leggiamo nelle cronache di adolescenti che si fanno male, rischiano la vita o addirittura la perdono, saltando da un tetto all’altro, dal un balcone o da un ponte. Si tratta di una attività estrema probabilmente affrontata dai più giovani per cercare un limite, per dimostrare il proprio coraggio, per provare nuove sensazioni in grado di caricarli di adrenalina.
Il principale problema del Parkour è la popolarità nel web, negli spot televisivi, nei film e nei videogiochi. Infatti, sempre più spesso, i giovani copiano fedelmente i salti e le acrobazie visti nei video, senza avere una preparazione fisica e mentale adeguata. Vanno alla ricerca di sensazioni forti, non pensano alle conseguenze e spesso si trovano a giocare direttamente con la morte.
ATTENZIONE
Con questo articolo non si vuole in alcun modo attaccare il Parkour, ma sottolineare, a tutti i ragazzi che decidono di sfidare il pericolo non avendo gli strumenti adeguati per farlo, la pericolosità delle loro azioni.
CHE COS'È IL PARKOUR
Il Parkour, chiamato anche PK, è uno sport estremo nato in Francia intorno agli anni 80’. Coloro che praticano questo sport prendono il nome di tracciatori (traceurs) e tracciatrici (traceuses). Il termine Parkour, è stato usato per la prima volta da David Belle, ginnasta e stuntman francese co-fondatore della disciplina, intorno al 1997. In Italia è cominciato a diffondersi a partire dal 2005. Questa disciplina deriva dal Parcours du Combattant (percorso del combattente, un particolare addestramento militare) di Raymond Belle e dai principi del Metodo Naturale di Herbert, dove le abilità atletiche si combinano al coraggio e all’altruismo.
SI PUÒ DEFINIRE UNO SPORT?
Secondo i fondatori, il Parkour, è l’arte di muoversi nello spazio, naturale o urbano, cercando forme nuove di movimento, adattando il corpo a qualsiasi ostacolo, per spostarsi da un punto A ad un punto B. nel modo più veloce ed efficiente possibile. Il percorso si stabilisce di volta in volta. L’idea del Parkour è quella di tracciare una rotta o una traccia e realizzarla a prescindere dagli ostacoli che si presentano lungo la strada. La forza, la flessibilità, la coordinazione motoria, l’equilibrio, la velocità, l’agilità, sono solo alcune delle caratteristiche che non possono mancare nell’atleta che decide di avvicinarsi a questa disciplina.
La pratica di questo sport è possibile con un duro allenamento fisico, unito ad una buona consapevolezza del proprio corpo e dei propri limiti. Prima di iniziare è indispensabile un riscaldamento e una preparazione specifica per evitare strappi e traumi muscolari.
Successivamente, sia in palestra che all’aperto, si imparano le tecniche di atterraggio e di volteggio, si apprendono le tecniche di scalata, di fare salti e piroette, cercando di mantenere sempre l’equilibrio.
Il Parkour è considerata un’attività fisica dove non c’è concorrenza. L’unica sfida è contro se stessi e si combatte ogni giorno attraverso allenamenti duri, ostacoli fisici (muri, ringhiere, tetti), ostacoli psicologici (paura, insicurezza) e ostacoli sociali (accettazione della famiglia, società).
LE REGOLE
Tutti i praticanti di Parkour devono rispettare le regole dell’ambiente e della società, eseguendo la disciplina sempre accompagnati da un supervisore e avendo l’autorizzazione dell’istruttore. Solo in questo modo è possibile ridurre i rischi, a favore del divertimento, della socializzazione e della cooperazione. La maggior parte delle persone che praticano questa disciplina sono sportivi, con una preparazione atletica eccellente. Purtroppo, però, sempre più ragazzi tentano di imitare i professionisti senza un allenamento adeguato e una protezione sufficiente.
CONSIGLI: NON PRATICATE MAI SPORT ESTREMI SENZA UNA ADEGUATA PREPARAZIONE SOTTO LA SUPERVISIONE DI UN PROGESSIONISTA
